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Poeta o traduttore? Un falso dilemma

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Alcuni critici si sono chiesti se Salvatore Quasimodo fosse più un eccelente traduttore o un sommo poeta , se, insomma, la sua poesia valesse da sola o si giovasse, in qualche modo, di quella dei poeti da lui tradotti, in un certo qual senso, vivendo di luce riflessa. Personalmente, considero tale questione ingiusta, ancorché peregrina: il valore di Quasimodo—poeta è di per sé evidente anche solo a una rapida lettura dei suoi versi; e se le traduzioni da lui effettuate restano insuperate, è perché era grande poeta. Indubbio, poi, il fatto che egli traducesse solo quei poeti che sentiva , ovvero che più erano vicini alla sua poesia, al suo mondo poetico. Altra sterile questione che infastidì Quasimodo—traduttore fu la non supposta aderenza filologica al testo da lui tradotto. Fermo restando il fatto che alcune versioni da lui approntate sono più “esatte” filologicamente di quelle di certi filologi, va riconosciuto il merito a Quasimodo d’avere tradotto da poeta, ovvero — com...

Un falso storico a Siracusa

All'ingresso della Stazione di Siracusa è stata posta una targa che è un falso storico. Ne parliamo con Alessandro Quasimodo .

Alle fronde dei salici

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E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, fra i morti abbandonati nelle piazze sull’erba dura di ghiaccio, al lamento d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero della madre che andava incontro al figlio crocifisso sul palo del telegrafo? Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese, oscillavano lievi al triste vento.

Milano, agosto 1943

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Invano cerchi tra la polvere, povera mano, la città è morta. È morta: s’è udito l’ultimo rombo sul cuore del Naviglio. E l’usignolo è caduto dall’antenna, alta sul convento, dove cantava prima del tramonto. Non scavate pozzi nei cortili: i vivi non hanno più sete. Non toccate i morti, così rossi, così gonfi: lasciateli nella terra delle loro case: la città è morta, è morta.

Maria Cumani parla di Salvatore Quasimodo

Maria Cumani Quasimodo parla di suo marito Salvatore Quasimodo.  Intervista realizzata a Verona nel 1986 durante la "Fedora" per la regia di Cobelli.

Il perché del Nobel a Quasimodo

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Il 50° anniversario del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura a Salvatore Quasimodo viene celebrato con una mostra itinerante che sta percorrendo l’Europa: Vienna, Budapest, Stoccolma, Mosca sono solo alcune delle città nelle quali l’opera poetica del Premio Nobel viene ricordata sia per mezzo di interventi di studiosi quasimodiani, sia per mezzo (appunto) di una mostra fotografica che rende pubblici momenti privati del poeta.  Ora le foto esposte sono disponibili anche al pubblico dei lettori italiani grazie alla pubblicazione – ad opera delle Edizioni Atelier MediterraneArtePura – del catalogo della mostra a cura di Vittorio Del Piano e Alessandro Quasimodo Oscuramente forte è la vita. Salvatore Quasimodo "operaio di sogni" . Il volume raccoglie, oltre agli interventi dei curatori – quelli di Arnaldo Dante Marianacci, di Enrico Tiozzo, di Marilena De Sanctis e di Sabrina Del Piano. Piace mettere in rilievo il saggio del professor Enrico Tiozzo (*) ...

Oriana Fallaci vs Salvatore Quasimodo

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Nel marzo del 1963  Oriana Fallaci (1929 - 2006) intervistò Salvatore Quasimodo (1901 - 1968) per “L'Europeo”.   Un incontro che si tramutò in uno scontro. Il testo è disponibile anche su Academia .

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