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Alessandro Quasimodo interpreta "Alle fronde dei salici"

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Nel video di Danilo Ruocco , Alessandro Quasimodo interpreta Alle fronde dei salici di Salvatore Quasimodo.

Dalla Rocca di Bergamo Alta

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Dalla Rocca di Bergamo Alta Hai udito il grido del gallo nell'aria di là dalle murate, oltre le torri gelide d'una luce che ignoravi, grido fulmineo di vita, e stormire di voci dentro le celle, e il richiamo d'uccello della ronda avanti l'alba. E non hai detto parole per te: eri nel cerchio ormai di breve raggio: e tacquero l'antilope e l'airone persi in un soffio di fumo maligno, talismani d'un mondo appena nato. E passava la luna di febbraio aperta sulla terra, ma a te forma nella memoria, accesa al suo silenzio. Anche tu fra i cipressi della Rocca ora vai senza rumore; e qui l'ira si quieta al verde dei giovani morti e la pietà lontana è quasi gioia. Nota La poesia nasce da un dato biografico: Quasimodo fu incarcerato a Bergamo come disertore per non aver risposto a una cartolina precetto (mai ricevuta) di richiamo alle armi. Il manoscritto è datato febbraio-marzo 1943, e il componimento fa parte d...

Giorno dopo giorno - Scheda

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Descrizione: Titolo: Giorno dopo giorno Editore: Mondadori Collana: I poeti dello “Specchio” Anno: 1947 (febbraio) Città: Milano Introduzione: Carlo Bo Pagine: 68  Formato: 13X19 Indice: Alle fronde dei salici Lettera 19 gennaio 1944 Neve Giorno dopo giorno Forse il cuore La notte d’inverno Milano, agosto 1943 La muraglia O miei dolci animali Scritto forse su una tomba A me pellegrino Dalla rocca di Bergamo alta Presso l'Adda S’ode ancora il mare Elegia Di un altro Lazzaro Il traghetto Il tuo piede silenzioso Uomo del mio tempo Interno di una copia firmata dall'Autore Note: La raccolta, priva di due poesie, era stata precedentemente pubblicata nel 1946 a Milano in “Quaderni di costume” da Giancarlo Vigorelli con il titolo Con il piede straniero sopra il cuore. Nella scheda bibliografica di Mondadori Quasimodo risulta essere nato a Siracusa. Del volume esistono 49 copie numerate firmate dall’autore. Esistono copie segnalate come “Edizione Provvisoria” e così giustificate: "...

Alle fronde dei salici

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E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, fra i morti abbandonati nelle piazze sull’erba dura di ghiaccio, al lamento d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero della madre che andava incontro al figlio crocifisso sul palo del telegrafo? Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese, oscillavano lievi al triste vento.

Milano, agosto 1943

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Invano cerchi tra la polvere, povera mano, la città è morta. È morta: s’è udito l’ultimo rombo sul cuore del Naviglio. E l’usignolo è caduto dall’antenna, alta sul convento, dove cantava prima del tramonto. Non scavate pozzi nei cortili: i vivi non hanno più sete. Non toccate i morti, così rossi, così gonfi: lasciateli nella terra delle loro case: la città è morta, è morta.

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