FAQ Quasimodo
| Salvatore Quasimodo regge sulle spalle un pupo siciliano |
Chi era Salvatore Quasimodo?
Salvatore Quasimodo (Modica 1901 – Napoli 1968) è stato uno dei più importanti poeti e traduttori italiani del Novecento.
A causa del lavoro del padre capostazione, si trasferì spesso in varie città siciliane tra cui Messina.
Successivamente visse e lavorò a Roma; Reggio Calabria; Firenze; Imperia; Cagliari e infine a Milano, dove ottenne la cattedra di Letteratura Italiana al Conservatorio.
È considerato, insieme a Giuseppe Ungaretti ed Eugenio Montale, uno dei padri fondatori dell'Ermetismo.
È altresì considerato una delle voci più importanti della poesia del Novecento.
Perché Quasimodo è importante nella letteratura italiana?
Per il ruolo centrale nell’Ermetismo e per la svolta verso la poesia civile nel dopoguerra, che ha influenzato generazioni di lettori e studiosi.
Che cos’è l’Ermetismo?
Un movimento poetico del Novecento basato su linguaggio essenziale, analogico, simbolico e allusivo, usato per evocare il mistero della vita.
I poeti ermetici, isolati dal clima politico del fascismo, rifiutarono l'impegno sociale per rifugiarsi nell'interiorità.
Quasimodo è uno dei principali esponenti dell’Ermetismo, soprattutto nella prima fase della sua produzione con raccolte come Acque e terre e Oboe sommerso.
Perché Quasimodo è considerato uno dei padri dell’Ermetismo?
Per la capacità di ridurre la poesia all’essenziale: immagini pure; simboli; silenzi. Una lingua “pura” che non spiega: allude e suggerisce.
Che cosa cambia nella sua poesia dopo la Seconda guerra mondiale?
La svolta civile: il poeta abbandona l’astrazione ermetica e abbraccia la poesia civile, affrontando temi come la colpa; il dolore collettivo; la responsabilità.
Alle fronde dei salici è il manifesto di questa metamorfosi.
In altre parole, il poeta sente il dovere di impegnarsi socialmente, raccontando le atrocità del conflitto e la distruzione della guerra, adottando uno stile più comunicativo, civile e accessibile.
Quali sono le poesie più famose di Quasimodo?
Tra le più note: Ed è subito sera; Vento a Tindari; Alle fronde dei salici; Uomo del mio tempo.
Cosa significa Ed è subito sera?
La poesia riflette sulla brevità della vita e sulla solitudine dell’uomo moderno.
Tre versi che esprimono la solitudine, la precarietà dell’esistenza, la vita come un lampo. Una sintesi estrema dell’angoscia moderna.
La lirica, infatti, racchiude tre momenti della condizione umana: la solitudine dell'individuo al centro del mondo ("Ognuno sta solo sul cuor della terra"); la speranza e l'illusione della vita simboleggiate dalla luce ("trafitto da un raggio di sole"); e l'arrivo improvviso della morte ("ed è subito sera").
Quando ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura?
Salvatore Quasimodo ha ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1959.
Il premio gli fu conferito dall'Accademia di Svezia "per la sua poesia lirica, che con fuoco classico esprime la tragica esperienza della vita nel nostro tempo".
Quali sono le opere principali di Quasimodo?
Acque e terre (1930); Oboe sommerso (1932); Erato e Apòllion (1936), Ed è subito sera (1942) e Giorno dopo giorno (1947).
Quali temi ricorrono nella poesia di Quasimodo?
Solitudine; memoria; guerra; dolore storico; identità; rapporto con la natura e con la Sicilia.
Che ruolo ha la Sicilia nella poesia di Quasimodo?
È il luogo dell’origine e dello sradicamento: un paesaggio emotivo che ritorna come simbolo di identità e nostalgia.
La Sicilia è per Quasimodo la terra del mito, dell'infanzia perduta e della purezza primordiale. Nelle sue poesie la descrive spesso come un paradiso terrestre solare e malinconico, contrapposto al freddo e alla nebbia delle città del nord Italia dove ha vissuto da adulto.
Quali traduzioni ha realizzato Quasimodo?
Ha tradotto i lirici greci; i tragediografi classici e moderni; Catullo; Shakespeare e altri autori sia classici, sia a lui contemporanei come Neruda, sempre con un approccio poetico più che filologico.
Come leggere Quasimodo oggi?
Come un autore che ha attraversato due epoche della poesia: l’intimismo simbolico e la responsabilità civile.
La sua voce resta attuale perché parla della fragilità umana.