Passa ai contenuti principali

Post

Roccalumera e la cittadinanza ai due Quasimodo

Il 14 dicembre 2009 il Consiglio Comunale di Roccalumera ha conferito la cittadinanza onoraria postuma a Salvatore Quasimodo. La famiglia Quasimodo, presente a Roccalumera fin dalla fine Ottocento, aveva svolto un ruolo attivo nella vita civica, tanto che Vincenzo Quasimodo, nonno del poeta, era anche stato vicesindaco del Comune. A Roccalumera il piccolo Salvatore (nato a Modica il 20 agosto 1901) fu battezzato l’11 settembre 1901 e nel comune del messinese trascorse le vacanze estive durante l’infanzia e la prima giovinezza.

Il 18 agosto prossimo, il Comune di Roccalumera conferirà la cittadinanza onoraria ad Alessandro Quasimodo, figlio di Salvatore e della danzatrice Maria Cumani. Alessandro Quasimodo è attore e regista e ha dedicato parte della sua carriera artistica alla diffusione della cultura italiana (in particolare della poesia) in tutto il mondo. Un particolare merito gli va riconosciuto per l’instancabile ruolo di voce della poesia di Salvatore Quasimodo e di memoria vivente d…
Post recenti

Quasimodo si racconta su RAI5

Questa sera, su RAI5, dalle 21.15 alle 21.45, per il ciclo “L’attimo fuggente”. Storie quasi vere di poeti, è andato in onda il documentario “Con la faccia al Sud”. Salvatore Quasimodo scritto da Fabio Stassi con Achille Corea, per la regia di Massimo Galimberti e Gianluca Sportelli.
Si tratta di un prodotto ben confezionato, pensato, molto probabilmente, per un pubblico di giovani, in cui il poeta di cui si narra la biografia si racconta in prima persona, mischiando i propri versi alla prosa di tutti i giorni.
Il primo appuntamento della serie, dedicato a Salvatore Quasimodo, si è avvalso della voce narrante di Alessandro Quasimodo che ha donato al racconto della vita paterna un tono a metà strada tra il fiabesco e l’ironico.
La narrazione della vita di Quasimodo è andata di pari passo a quella della Sicilia in cui nacque e visse e le immagini a corredo hanno mostrato sia filmati d’archivio, sia riprese originali e sia i  disegni e le animazioni di Chiara Fazi.
Un bel documentario, quell…

In verità, in verità vi dico | Quasimodo traduce Giovanni

Durante la Seconda Guerra mondiale Salvatore Quasimodo tradusse il Vangelo di Giovanni mosso da una esigenza di natura personale: una “ricerca” che il poeta aveva intrapreso fin dalla giovinezza con la lettura di Cartesio, Spinoza, Agostino e, appunto, dei Vangeli [1].
Conclusosi il conflitto e ricevuto l’imprimatur [2], la traduzione di Quasimodo fu pubblicata presso l’editore Gentile con note di Pietro De Ambroggi, sei tavole di Tallone e testo originale greco a fronte [3]. La versione era stata condotta sul testo greco curato da Sisto Colombo per la Società Editrice Internazionale.
Come è noto, il Vangelo di Giovanni, pur essendo uno dei quattro testi canonici, si differenzia dai tre Vangeli detti sinottici in quanto si concentra sulla questione dell’identità di Gesù e su alcuni aspetti teologici.
Nella scelta di Quasimodo di tradurre proprio il Vangelo redatto da Giovanni, aspetto di non secondaria importanza, a parere di chi scrive, potrebbe esservi il fatto che Giovanni insiste, in …

Il poeta è un irregolare

Giuseppe Liuccio in Quasimodo amalfitano, edito da Nicolodi nel 2002, ricorda le presenze ad Amalfi del Premio Nobel. Le memorie di Liuccio sono state assai bene sintetizzate da Vito Pinto nel suo Viaggio inverso di cui si è già scritto.
Vale, ora, la pena porre l’attenzione su alcune frasi dette da Quasimodo durante il soggiorno amalfitano o come confidenze a Liuccio stesso, o come dichiarazioni pubbliche. Affermazioni che, apparentemente, potrebbero sembrare contenutisticamente assai lontane tra loro, ma che, in realtà, danno un ritratto fedele del Quasimodo uomo.  Di come lui si percepisse come maschio e come poeta.

Odore di infanzia siciliana | Quasimodo ad Amalfi

Vito Pinto ha riunito nel volume, edito da graus editore, Viaggio inverso. Letterati, artisti e dive sulla Costa d’Amalfi una serie di articoli scritti per ricordare i tanti personaggi famosi che hanno avuto, a vario titolo, un legame con la Costiera Amalfitana.
Tra quanti sono stati legati ad Amalfi, sicuramente va ricordato Salvatore Quasimodo che, il 14 giugno 1968, lì fu colto dall'ictus che gli fu fatale. Ma Quasimodo aveva conosciuto Amalfi per la prima volta il 20 gennaio 1966 invitatovi da Giuseppe Liuccio e, innamoratosi del luogo, vi era tornato più di una volta.

Quasimodo e Manzù

Nel tardo pomeriggio di ieri, alla GAMeC di Bergamo è stato presentato il volume a cura di Alberto ScanziManzù in filigrana: l’arte, la passione e l’impegno politico all’interno del quale è stato anche dato risalto al rapporto amicale e di lavoro che univa Giacomo Manzù (1908 - 1991) e Salvatore Quasimodo.  Oltre a Scanzi, alla presentazione erano presenti Alessandro Quasimodo; il professor Dario Franchi; il critico d’arte Giorgio Seveso e Cristina Rodeschini, respondabile GAMeC, che ha fatto gli onori di casa.

Laura Boldrini a Casa Quasimodo

La Presidentessa della Camera dei Deputati l'on. Laura Boldrini ha visitato, venerdì scorso, Casa Quasimodo a Modica in compagnia della nuova Direttrice Marinella Ruffino.


Inchiodata ai ricordi

Lontana da gesti inutili edito da Aletti Editore raccoglie le poesie di Maria Cumani, seconda moglie di Salvatore Quasimodo. Sono composizioni scritte nel corso di una vita che presentano al lettore il ritratto di una donna legata a filo doppio al ricordo del rapporto amoroso e matrimoniale con Quasimodo. Un rapporto incrinato e concluso per i continui allontanamenti di lui dal tetto coniugale, preso com’era a inseguire altre donne.

Albero

Da te un’ombra si scioglie che pare morta la mia se pure al moto oscilla o rompe fresca acqua azzurrina in riva all’Anapo, a cui torno stasera che mi spinse marzo lunare già d’erbe ricco e d’ali.
Non solo d’ombra vivo, ché terra e sole e dolce dono d’acqua t’ha fatto nuova ogni fronda, mentr’io mi piego e secco e sul mio viso tocco la tua scorza.

Per quanto la poesia faccia parte di Acque e terre e, quindi si situi nel periodo ermetico di Quasimodo, il significato della stessa pare lampante, trattandosi, sostanzialmente, di un testo descrittivo.

Modicano dei monti - Parte seconda

Si torna sulla definizione di “modicano dei monti” che Salvatore Quasimodo ebbe a dare di se stesso, in quanto Alessandro Quasimodo, in questi giorni, ha ritrovato un posacenere distribuito nei primi anni Settanta dalla Tavernetta Oasi di Modica sul fondo del quale è riportata la frase.

La IX edizione del Concorso letterario Salvatore Quasimodo

Ieri pomeriggio a Palazzago sono stati premiati i vincitori della IX edizione del Concorso letterario Salvatore Quasimodo indetto dall'Associazione Culturale Salvatore Quasimodo della cittadina bergamasca. La manifestazione è stata introdotta dal Presidente dell’Associazione Roberto Pogna che ha ricordato che al Premio si erano iscritti 305 partecipanti da tutta Italia. Ha anche annunciato che l’Associazione ha intenzione di realizzare una pubblicazione antologica nella quale saranno pubblicati gli elaborati vincitori. Il sindaco di Palazzago Michele Jacobelli ha portato il saluto della Giunta e si è detto orgoglioso di poter ospitare la manifestazione.

Il francobollo di Quasimodo

Il 20 agosto 2001 per celebrare il centenario della nascita di Salvatore Quasimodo vi fu l’annullo filatelico del francobollo dedicato, per l’occasione, al poeta.
Ecco come la "Gazzetta Ufficiale" ne decreta l’emissione e lo descrive:

Modicano dei monti

Salvatore Quasimodo nacque a Modica, in una casa affittata dai nonni in via Posterla. La via si trova nella parte alta della città, per cui di sé il poeta ebbe a dire di essere un "modicano dei monti". In foto, la targa posta sulla facciata della casa natale.