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Le ultime ore di Quasimodo

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La tomba al Famedio del Cimitero Monumentale di Milano Il 14 giugno 1968 Salvatore Quasimodo si trovava ad Amalfi dove fu colto da emorragia cerebrale ed entrò in coma.  Trasportato con mezzi di fortuna in una clinica di Napoli , vi spirò all’arrivo. Tra i testimoni diretti del tragico evento c’era lo scrittore Piero Chiara (1913 - 1986) che, il 20 giugno di quello stesso anno, ricostruì l’accaduto in un articolo pubblicato sul “Corriere d’Informazione”. Vale la pena estrarne i dati più significativi. Quasimodo e Chiara si trovavano all’ Hotel Cappuccini di Amalfi per partecipare, in qualità di giurati, al Premio Amalfi organizzato dalla rivista “Uomini e idee”. Oltre a loro, della giuria facevano anche parte: Corrado Piancastelli (direttore della rivista “Uomini e idee”); Alberto Mario Moriconi; Adriano Spatola; Pietro Aldo Buttitta e Giuseppe Liuccio. Della giuria Quasimodo era il Presidente. All’improvviso Quasimodo fu colto da un forte mal di capo. Annamaria Angioletti che l

La parola poetica in scena: Salvatore Quasimodo

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Lilla Brignone, Salvatore Quasimodo e Giorgio Strehler Salvatore Quasimodo si è dedicato con pari impegno sia alla ricerca poetica, sia alle arti performative. La lettura dei testi quasimodiani rivela come il poeta fosse cosciente della differenza esistente tra la parola poetica destinata alla lettura e quella destinata a una performance. Il pdf è disponibile su Academia

La mano destra di Quasimodo

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L'impronta a inchiostro della mano destra di Salvatore Quasimodo è stata ritrovata da Alessandro Quasimodo nell’VIII copia numerata dell’edizione di testa del «Leonida di Taranto» di Salvatore Quasimodo , facente parte della collana “Gli Inchiostri” dell'Apollinaire.  L’edizione di lusso, curata da Guido Le Noci, era stata tirata, nel 1968, in 200 esemplari numerati e l’impronta della mano di Quasimodo era all’interno delle prime 36 copie facenti parte dell’edizione di testa. Il “cartone” con l’impronta e tutte le 200 copie avrebbero dovuto recare la firma autografa di Quasimodo, ma la sopraggiunta morte del poeta impedì di tenere fede a quanto scritto nel colophon , così come specificato da una nota editoriale*. Il colophon descrive l’edizione di lusso nel dettaglio: La presente edizione di lusso del «Leonida di Taranto» di Salvatore Quasimodo, facente parte della collana «Gli Inchiostri» dell'Apollinaire, è stata stampata in Milano, per iniziativa dell'Amministrazi

Tutte le poesie di Quasimodo | La nuova edizione

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Salvatore Quasimodo è autore di alcune (almeno una decina) delle liriche più belle, note e intense della letteratura novecentesca, per non dire del fatto che Ed è subito sera è, probabilmente, la poesia più tradotta della storia letteraria. Negli ultimi giorni Mondadori ha mandato in libreria la nuova edizione di Tutte le poesie di Quasimodo a cura di Carlangelo Mauro . Si tratta di un’edizione che, oltre al  corpus poetico noto, riunisce e presenta ai lettori anche le poesie pubblicate dal poeta in varie occasioni, e non più riprese, e persino alcuni inediti. Il tutto con una serie di Apparati degni di un’edizione critica di grande valore scientifico. Va, inoltre, segnalato che il curatore ha scelto, con grande coraggio (e, forse, non immemore della scelta editoriale di Patrick Reumaux ), di inserire i Lirici greci tra le poesie di Quasimodo, in tal modo presentandoli come vero e proprio atto creativo del poeta , piuttosto che come traduzione. Mancano, però, nell’edizione, i lib

A che età hanno vinto il Premio Nobel per la Letteratura gli italiani? | Infografica

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Dal 1901 ad oggi gli italiani che hanno ottenuto il Premio Nobel per la Letteratura sono 6: Giosuè Carducci nel 1906; Grazia Deledda nel 1926; Luigi Pirandello nel 1934; Salvatore Quasimodo nel 1959; Eugenio Montale nel 1975 e Dario Fo nel 1997. Che età avevano quando è stato loro conferito il Premio Nobel? L'infografica mostra come non solo Grazia Deledda è stata l'unica donna a ricevere l'ambito riconoscimento, ma è stata anche la più giovane vincitrice del sestetto. Il più anziano Eugenio Montale.

Gli ultimi anni di Quasimodo

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Quasimodo con Curzia Ferrari Curzia Ferrari è stata una delle compagne di Salvatore Quasimodo. Si conobbero che il poeta era fresco di Premio Nobel e la loro relazione durò, più o meno, sei anni e terminò con la morte di lui. Agli anni della loro unione, la Ferrari, nel 1970, ha dedicato il libro Una donna e Quasimodo , pubblicato da Ferro Edizioni, dove traccia un profilo approfondito del Quasimodo-uomo. Ne esce un ritratto vivido di un uomo pieno di contraddizioni e paure, ma non per questo privo di fascino e capace di slanci di generosità inusuali. Un uomo iroso e manesco, ma, al contempo, fragile e in cerca d’amore. Geloso fino alla caricatura, ma dedito al tradimento sistematico. Un uomo in grado di indagare nel profondo l’Uomo, ma che, negli ultimi tempi, preferiva la solitudine agli uomini. Un uomo che viveva male l’invecchiamento e aveva paura della Morte (propria e altrui: non volle mai vedere un defunto, ricorda l’autrice). Un ateo che, però, credeva nel malocchio! Un uomo c