Passa ai contenuti principali

Il nuovo francobollo dedicato a Quasimodo

Il 14 giugno 2018, in occasione del cinquantenario della morte, Poste italiane ha emesso un nuovo francobollo dedicato a Salvatore Quasimodo. 
Anni fa, nel 2001, per celebrare il centenario della nascita, Poste italiane aveva già emesso un francobollo commemorativo dedicato al Premio Nobel per la Letteratura 1959.

Il nuovo francobollo è descritto come segue dal sito dedicato alla filatelia di Poste italiane

La vignetta riproduce un’opera di Giacomo Manzù raffigurante Salvatore Quasimodo, Premio Nobel per la letteratura nel 1959. 
Nella vignetta è riportato il verso finale di una poesia di Salvatore Quasimodo dal titolo “Epitaffio per Bice Donetti”, che interpreta il suo modo di identificare sé stesso come poeta: “… uno come tanti, operaio di sogni.” 
Completano il francobollo le leggende “SALVATORE QUASIMODO”, “1901 - 1968”, la scritta “ITALIA” e la dicitura “B”. 
Bozzetto a cura del Centro Filatelico della Direzione Officina Carte Valori e Produzioni Tradizionali dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A.
L'emissione del francobollo, il cui annullo filatelico è avvenuto il 14 giugno scorso in seno ad alcune manifestazioni commemorative di Quasimodo svoltesi a Modica, a Roccalumera e a Pescara, è completata anche da un folder (contenente, oltre al francobollo, anche una cartolina filatelica e una busta personalizzata) e da una tessera filatelica e un bollettino illustrativo che, oltre alla descrizione del francobollo, riporta un ricordo di Salvatore Quasimodo firmato dal figlio Alessandro.

Sul bollettino illustrativo il francobollo è descritto come segue:

Il francobollo è stampato dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente; grammatura: 90 g/mq; supporto: carta bianca, autoadesiva Kraft monosiliconata da 80 g/mq; adesivo: tipo acrilico ad acqua, distribuito in quantità di 20 g/mq (secco); formato carta e formato stampa: mm 30 x 40; formato tracciatura: mm 37 x 46; dentellatura: 11 effettuata con fustellatura; colori: quattro; tiratura: ottocentomila esemplari; foglio: quarantacinque francobolli.


Commenti

Post più letti

Milano, agosto 1943

Invano cerchi tra la polvere, povera mano, la città è morta. È morta: s’è udito l’ultimo rombo sul cuore del Naviglio. E l’usignolo è caduto dall’antenna, alta sul convento, dove cantava prima del tramonto. Non scavate pozzi nei cortili: i vivi non hanno più sete. Non toccate i morti, così rossi, così gonfi: lasciateli nella terra delle loro case: la città è morta, è morta.


La famiglia di Salvatore Quasimodo

Visualizza la Schedacon i membri della famiglia allargata di Salvatore Quasimodo.

Il poeta e il politico

Il poeta e il politico è il discorso che Salvatore Quasimodo pronunciò a Stoccolma durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Letteratura. Si tratta di un testo ancora di stringente attualità, nonostante risalga al 1959.
Vale la pena riepilogarlo per sommi capi.

L’inizio del discorso è intimamente autobiografico (“La poesia è anche la persona fisica del poeta (...)”), ma non per questo meno universale: ciò che Quasimodo afferma di sé poeta intende dirlo di tutti coloro che per lui sono veri poeti.
Infatti, secondo Quasimodo, si può distinguere tra un poeta e un letterato, perché il primo è un pericolo per il potere (politico e religioso), mentre il secondo viene corteggiato dal potere che da lui vuole ricevere lodi (in forma di odi).
Il poeta nasce solo e (a differenza del letterato che partecipa del potere) cresce solo. La sua solitudine, "mal sopportata dal politico", è già di per sé una poetica. Ciò è ancor più vero quando il poeta muove i primi passi d’artista …