Vito Pinto ha riunito nel volume, edito da graus editore, Viaggio inverso. Letterati, artisti e dive sulla Costa d’Amalfi una serie di articoli scritti per ricordare i tanti personaggi famosi che hanno avuto, a vario titolo, un legame con la Costiera Amalfitana. Tra quanti sono stati legati ad Amalfi, sicuramente va ricordato Salvatore Quasimodo che, il 14 giugno 1968, lì fu colto dall'ictus che gli fu fatale. Ma Quasimodo aveva conosciuto Amalfi per la prima volta il 20 gennaio 1966 invitatovi da Giuseppe Liuccio e, innamoratosi del luogo, vi era tornato più di una volta.
E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, fra i morti abbandonati nelle piazze sull’erba dura di ghiaccio, al lamento d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero della madre che andava incontro al figlio crocifisso sul palo del telegrafo? Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese, oscillavano lievi al triste vento.
Invano cerchi tra la polvere, povera mano, la città è morta. È morta: s’è udito l’ultimo rombo sul cuore del Naviglio. E l’usignolo è caduto dall’antenna, alta sul convento, dove cantava prima del tramonto. Non scavate pozzi nei cortili: i vivi non hanno più sete. Non toccate i morti, così rossi, così gonfi: lasciateli nella terra delle loro case: la città è morta, è morta.
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