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Il comitato per la celebrazione del 50° anniversario della morte di Quasimodo

Si dà notizia della costituzione del Comitato unico internazionale per la commemorazione del 50° anniversario della morte di Salvatore Quasimodo

Il Comitato ha stabilito la sua sede presso il Parco Letterario Salvatore Quasimodo "La Terra Impareggiabile" di Roccalumera, in provincia di Messina, ed è composto tra gli altri da Alessandro Quasimodo (presidente onorario), Dante Arnaldo Marianacci (presidente), Carlo e Sergio Mastroeni (fondatori del Parco Letterario Quasimodo di Roccalumera), Franco Cajani (Vicepresidente e fondatore del Premio di Poesia “Salvatore Quasimodo” di Balatonfured, Ungheria), Joseph Farrell (vicepresidente), Marinella Ruffino e Antonella Cilia (Casa Natale di Salvatore Quasimodo di Modica) e Danilo Ruocco (studioso e curatore del sito salvatorequasimodo.it). 

Del Comitato, oltre a personalità della cultura, dell’arte, della società civile fanno anche parte i Sindaci di Roccalumera e Balatonfured.

Il comitato coordinerà tutti gli eventi che saranno programmati a livello internazionale e, al contempo, ne organizzerà alcuni che si terranno a Roccalumera e a Modica.

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Milano, agosto 1943

Invano cerchi tra la polvere, povera mano, la città è morta. È morta: s’è udito l’ultimo rombo sul cuore del Naviglio. E l’usignolo è caduto dall’antenna, alta sul convento, dove cantava prima del tramonto. Non scavate pozzi nei cortili: i vivi non hanno più sete. Non toccate i morti, così rossi, così gonfi: lasciateli nella terra delle loro case: la città è morta, è morta.


La famiglia di Salvatore Quasimodo

Visualizza la Schedacon i membri della famiglia allargata di Salvatore Quasimodo.

Il poeta e il politico

Il poeta e il politico è il discorso che Salvatore Quasimodo pronunciò a Stoccolma durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Letteratura. Si tratta di un testo ancora di stringente attualità, nonostante risalga al 1959.
Vale la pena riepilogarlo per sommi capi.

L’inizio del discorso è intimamente autobiografico (“La poesia è anche la persona fisica del poeta (...)”), ma non per questo meno universale: ciò che Quasimodo afferma di sé poeta intende dirlo di tutti coloro che per lui sono veri poeti.
Infatti, secondo Quasimodo, si può distinguere tra un poeta e un letterato, perché il primo è un pericolo per il potere (politico e religioso), mentre il secondo viene corteggiato dal potere che da lui vuole ricevere lodi (in forma di odi).
Il poeta nasce solo e (a differenza del letterato che partecipa del potere) cresce solo. La sua solitudine, "mal sopportata dal politico", è già di per sé una poetica. Ciò è ancor più vero quando il poeta muove i primi passi d’artista …