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Il Museo Casa natale Salvatore Quasimodo di Modica



Salvatore Quasimodo è nato a Modica nel 1901.
Qui, in via Posterla n. 84, è possibile visitare il Museo Casa natale Salvatore Quasimodo in cui sono custoditi oggetti appartenuti al Premio Nobel per la Letteratura.


In particolare, in una stanza c’è la prima scrivania che Quasimodo usò nel suo studio di Milano, assieme ad altri arredi appartenuti al poeta, alla penna stilografica e alla macchina per scrivere.
Vi sono anche una collezione dei suoi volumi (fatta anche di rare edizioni) e diverse foto del poeta e dalla sua famiglia.
Qui il visitatore può anche ascoltare alcune poesie recitate direttamente da Quasimodo. 


Un’altra stanza, invece, riproduce una tipica camera da letto degli inizi del Novecento (armadio a parte che, invece, è di epoca più tarda).

Tra le due camere, ce n'è una terza “multimediale” in cui si è possibile assistere alla cerimonia del Premio Nobel.

Completa il Museo una piccola sala di lettura in cui il visitatore può sfogliare i libri di e su Quasimodo.

Un Museo che non manca di suscitare vive emozioni in chi lo visita.
Tutte le altre informazioni sul sito del Museo

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Milano, agosto 1943

Invano cerchi tra la polvere, povera mano, la città è morta. È morta: s’è udito l’ultimo rombo sul cuore del Naviglio. E l’usignolo è caduto dall’antenna, alta sul convento, dove cantava prima del tramonto. Non scavate pozzi nei cortili: i vivi non hanno più sete. Non toccate i morti, così rossi, così gonfi: lasciateli nella terra delle loro case: la città è morta, è morta.


La famiglia di Salvatore Quasimodo

Visualizza la Schedacon i membri della famiglia allargata di Salvatore Quasimodo.

Il poeta e il politico

Il poeta e il politico è il discorso che Salvatore Quasimodo pronunciò a Stoccolma durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Letteratura. Si tratta di un testo ancora di stringente attualità, nonostante risalga al 1959.
Vale la pena riepilogarlo per sommi capi.

L’inizio del discorso è intimamente autobiografico (“La poesia è anche la persona fisica del poeta (...)”), ma non per questo meno universale: ciò che Quasimodo afferma di sé poeta intende dirlo di tutti coloro che per lui sono veri poeti.
Infatti, secondo Quasimodo, si può distinguere tra un poeta e un letterato, perché il primo è un pericolo per il potere (politico e religioso), mentre il secondo viene corteggiato dal potere che da lui vuole ricevere lodi (in forma di odi).
Il poeta nasce solo e (a differenza del letterato che partecipa del potere) cresce solo. La sua solitudine, "mal sopportata dal politico", è già di per sé una poetica. Ciò è ancor più vero quando il poeta muove i primi passi d’artista …