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Dal greco antico all'italiano e dall'italiano al francese | Quasimodo e i Lirici greci

Una delle traduzioni più famose di Salvatore Quasimodo è quella dei Lirici greci (uscita per la prima volta nel 1940).
Una versione che Quasimodo preparò stando attento a rendere viva e “attuale” la parola poetica dei lirici tradotti, piuttosto che a riprodurre metricamente i versi, magari utilizzando parole della tradizione poetica classicheggiante, ma del tutto desuete. 
Quasimodo, infatti, dichiarò che la sua era stata «una ricerca equilirica ai testi» al fine di esaltare la loro «voce poetica», in quanto, precedentemente, tali lirici, anche quando tradotti da «grecisti insigni», erano «arrivati a noi con esattezza di numeri, ma privati del canto.».
     
Ora le edizioni Vagabonde hanno reso disponibile la traduzione quasimodiana dei lirici greci al pubblico di lettori di lingua francese grazie alla traduzione dall'italiano attuata da Patrick Reumaux.
In altre parole, il volume presenta ai lettori “a fronte” la traduzione dal greco antico all'italiano di Quasimodo e, “di fianco”, la versione dall'italiano al francese di Reumaux.
Un’operazione che, lungi dall'essere bizzarra, evidenzia il valore della traduzione a suo tempo approntata da Quasimodo, facendola diventare, in qualche maniera, una sorta di testo originale.
Ecco, allora, che Salvatore Quasimodo è presentato nel volume come autore e non come traduttore: Salvatore Quasimodo, La lyre grecque, Traduit de l’italien et postfacé par Patrick Reumaux, Préface de Salvatore Quasimodo, 2018, Vagabonde.


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Milano, agosto 1943

Invano cerchi tra la polvere, povera mano, la città è morta. È morta: s’è udito l’ultimo rombo sul cuore del Naviglio. E l’usignolo è caduto dall’antenna, alta sul convento, dove cantava prima del tramonto. Non scavate pozzi nei cortili: i vivi non hanno più sete. Non toccate i morti, così rossi, così gonfi: lasciateli nella terra delle loro case: la città è morta, è morta.


Quasimodo critico d'arte

Salvatore Quasimodo è anche stato un critico d’arte. Questo aspetto della sua attività è poco conosciuto dai lettori e altrettanto poco studiato dai critici. Francesco D’Episcopo ha dedicato un saggio a tale aspetto dell’impegno critico del Premio Nobel. Il saggio si trova nel volume Ermetici meridionali: tra immagine e parola (De Libero, Bodini, Sinisgalli, Quasimodo), edito da Cuzzola editore, Salerno, nel 1986. In particolare, il saggio dedicato a Quasimodo critico d’arte, va dalla pagina 95 alla 117 e si intitola Le metamorfosi della memoria: Salvatore Quasimodo.
Dopo aver riportato un ampio stralcio di quanto scritto da Quasimodo a proposito di Domenico Cantatore, il professor D’Episcopo esordisce:
È da questa Milano, affamata e avventurosa, che prende avvio il viaggio-inchiesta di Salvatore Quasimodo nella controversa realtà artistica del suo tempo. L’intensa amicizia con pittori e scultori, molti dei quali di estrazione meridionale, era coltivata nella bohème scapigliata di un caffè…

Quasimodo su Telegram

Il Premio Nobel per la Letteratura Salvatore Quasimodo sbarca su Telegram con un canale a lui interamente dedicato.
Il canale ha come finalità principale quella di tenere aggiornati gli iscritti sugli eventi legati a Salvatore Quasimodo; i post pubblicati sui siti dedicati al Premio Nobel; le pubblicazioni di e su Quasimodo.
Il canale è gestito e moderato da chi da anni in Italia e nel mondo si dedica con competenza, passione e professionalità allo studio e alla diffusione dell’opera di Quasimodo. Hanno finora aderito:  l’attore e regista Alessandro Quasimodo;lo studioso quasimodiano Carlangelo Mauro;il Parco letterario “La terra impareggiabile” di Roccalumera; il Museo Casa natale Salvatore Quasimodo di Modica; il Club Amici di Salvatore Quasimodo a Como;il sito dedicato a Salvatore Quasimodo salvatorequasimodo.it
Nome del canale: Salvatore Quasimodo  Link diretto: https://t.me/salvatorequasimodo Username su Telegram: @salvatorequasimodo