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La teca Quasimodo al Museo Nobel



Ieri è stata inaugurata la teca dedicata dal Museo Nobel di Stoccolma a Salvatore Quasimodo contenente oggetti personali del Premio Nobel per la Letteratura del 1959, donati al museo da Alessandro Quasimodo.


Il Museo Nobel si trova in Börshuset a Gamla stan, la Città Vecchia di Stoccolma e suo obiettivo dichiarato è quello di far riflettere sia su come sfruttare al meglio la creatività, sia sull'importanza dell’ambiente nel processo creativo.  
Gli oggetti in mostra e i video raccontano la vita e le conquiste dei premiati.

La teca dedicata a Quasimodo contiene:

  • la tessera di giornalista che Quasimodo usava per il suo lavoro di critico teatrale;
  • l'accendino con impresse le iniziali del poeta;
  • un portacenere;
  • un paio di stilografiche;
  • un'agendina con l'indirizzo di Pablo Neruda, Premio Nobel per la Letteratura 1971.



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Milano, agosto 1943

Invano cerchi tra la polvere, povera mano, la città è morta. È morta: s’è udito l’ultimo rombo sul cuore del Naviglio. E l’usignolo è caduto dall’antenna, alta sul convento, dove cantava prima del tramonto. Non scavate pozzi nei cortili: i vivi non hanno più sete. Non toccate i morti, così rossi, così gonfi: lasciateli nella terra delle loro case: la città è morta, è morta.


La famiglia di Salvatore Quasimodo

Visualizza la Schedacon i membri della famiglia allargata di Salvatore Quasimodo.

Il poeta e il politico

Il poeta e il politico è il discorso che Salvatore Quasimodo pronunciò a Stoccolma durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Letteratura. Si tratta di un testo ancora di stringente attualità, nonostante risalga al 1959.
Vale la pena riepilogarlo per sommi capi.

L’inizio del discorso è intimamente autobiografico (“La poesia è anche la persona fisica del poeta (...)”), ma non per questo meno universale: ciò che Quasimodo afferma di sé poeta intende dirlo di tutti coloro che per lui sono veri poeti.
Infatti, secondo Quasimodo, si può distinguere tra un poeta e un letterato, perché il primo è un pericolo per il potere (politico e religioso), mentre il secondo viene corteggiato dal potere che da lui vuole ricevere lodi (in forma di odi).
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