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Quasimodo nella traccia della maturità


I maturandi 2018 ne parlavano già da un po’ sui siti loro dedicati: quest’anno c’erano buone probabilità che Quasimodo sarebbe stato messo in una delle tracce, in quanto ricorre il cinquantenario della morte.

Ci hanno visto giusto: nel tema I diversi volti della solitudine nell'arte e nella letteratura assegnato ai maturandi dell’Ambito Artistico-Letterario Salvatore Quasimodo c’è ed è in buona compagnia.
La poesia Ed è subito sera (indubbiamente la più famosa del Premio Nobel per la Letteratura 1959), infatti, è riportata accanto a passi di Francesco Petrarca, Luigi Pirandello, Alda Merini ed Emily Dickinson. Accompagnano le parole quadri di Giovanni Fattori, Edward Hopper ed Edvard Munch.

Non è la prima volta che Salvatore Quasimodo diventa oggetto di discussione alla maturità.
Già nel 2002 e nel 2014, infatti, due testi del poeta erano diventati tracce d’esame. 

Ai maturandi dell’anno prossimo ci permettiamo di consigliare di non trascurare lo studio dell’opera di Quasimodo: nel 2019, infatti, ricorre il 60° anniversario dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura...


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Milano, agosto 1943

Invano cerchi tra la polvere, povera mano, la città è morta. È morta: s’è udito l’ultimo rombo sul cuore del Naviglio. E l’usignolo è caduto dall’antenna, alta sul convento, dove cantava prima del tramonto. Non scavate pozzi nei cortili: i vivi non hanno più sete. Non toccate i morti, così rossi, così gonfi: lasciateli nella terra delle loro case: la città è morta, è morta.


La famiglia di Salvatore Quasimodo

Visualizza la Schedacon i membri della famiglia allargata di Salvatore Quasimodo.

Il poeta e il politico

Il poeta e il politico è il discorso che Salvatore Quasimodo pronunciò a Stoccolma durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Letteratura. Si tratta di un testo ancora di stringente attualità, nonostante risalga al 1959.
Vale la pena riepilogarlo per sommi capi.

L’inizio del discorso è intimamente autobiografico (“La poesia è anche la persona fisica del poeta (...)”), ma non per questo meno universale: ciò che Quasimodo afferma di sé poeta intende dirlo di tutti coloro che per lui sono veri poeti.
Infatti, secondo Quasimodo, si può distinguere tra un poeta e un letterato, perché il primo è un pericolo per il potere (politico e religioso), mentre il secondo viene corteggiato dal potere che da lui vuole ricevere lodi (in forma di odi).
Il poeta nasce solo e (a differenza del letterato che partecipa del potere) cresce solo. La sua solitudine, "mal sopportata dal politico", è già di per sé una poetica. Ciò è ancor più vero quando il poeta muove i primi passi d’artista …