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1950 Salvatore Quasimodo vince il Premio San Babila

Da sinistra: Francesco Flora, Germana Marucelli, Salvatore Quasimodo, Maria Luisa Spaziani e Gian Siro Ferrata, seconda edizione Premio San Babila. Quasimodo è proclamato vincitore, Ristorante Bagutta, Milano, 12 giugno 1950. Fotografia di Patellani. 


Nel 1950 Salvatore Quasimodo vinse la seconda edizione del Premio San Babila.
La prima edizione del premio - che era biennale - era stata vinta nel 1948 da Giuseppe Ungaretti. Quell'anno Quasimodo era stato “segnalato” assieme ad Alfonso Gatto e Vittorio Sereni*.

Il premio era stato fondato e finanziato dalla pittrice Evelina Casalini e dalla stilista Germana Marucelli*(1905 - 1983) che era anche l’animatrice di un vivace salotto culturale milanese, conosciuto come "Giovedì di Germana Marucelli".

La commissione del Premio San Babila che, nel 1950, assegnò il primo premio a Quasimodo era formata da Giansiro Ferrata, Maria Luisa Spaziani, Germana Marucelli, Francesco Flora, Arturo Tofanelli, Luciano Anceschi, Carlo Bo, Mario Bonfantini ed Edilio Rusconi**.

Germana Marucelli e Salvatore Quasimodo, 1950, Milano (durante un “Giovedì di Germana Marucelli"). Fotografia di Patellani.


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* Cfr. E.R., Ungaretti vincitore del premio San Babila, in «La nuova Stampa», 19 febbraio 1948.  
**Cfr. P.E.G., Una vita per la poesia, in «Tempo», 24 giugno 1950.  

Fotografia con dedica di Maria Cumani per Germana Marucelli, luglio 1947
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Le immagini originali qui riprodotte sono custodite nell'Archivio dell'Associazione Germana Marucelli che qui si ringrazia per la disponibilità.

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Milano, agosto 1943

Invano cerchi tra la polvere, povera mano, la città è morta. È morta: s’è udito l’ultimo rombo sul cuore del Naviglio. E l’usignolo è caduto dall’antenna, alta sul convento, dove cantava prima del tramonto. Non scavate pozzi nei cortili: i vivi non hanno più sete. Non toccate i morti, così rossi, così gonfi: lasciateli nella terra delle loro case: la città è morta, è morta.


Quasimodo critico d'arte

Salvatore Quasimodo è anche stato un critico d’arte. Questo aspetto della sua attività è poco conosciuto dai lettori e altrettanto poco studiato dai critici. Francesco D’Episcopo ha dedicato un saggio a tale aspetto dell’impegno critico del Premio Nobel. Il saggio si trova nel volume Ermetici meridionali: tra immagine e parola (De Libero, Bodini, Sinisgalli, Quasimodo), edito da Cuzzola editore, Salerno, nel 1986. In particolare, il saggio dedicato a Quasimodo critico d’arte, va dalla pagina 95 alla 117 e si intitola Le metamorfosi della memoria: Salvatore Quasimodo.
Dopo aver riportato un ampio stralcio di quanto scritto da Quasimodo a proposito di Domenico Cantatore, il professor D’Episcopo esordisce:
È da questa Milano, affamata e avventurosa, che prende avvio il viaggio-inchiesta di Salvatore Quasimodo nella controversa realtà artistica del suo tempo. L’intensa amicizia con pittori e scultori, molti dei quali di estrazione meridionale, era coltivata nella bohème scapigliata di un caffè…

Quasimodo su Telegram

Il Premio Nobel per la Letteratura Salvatore Quasimodo sbarca su Telegram con un canale a lui interamente dedicato.
Il canale ha come finalità principale quella di tenere aggiornati gli iscritti sugli eventi legati a Salvatore Quasimodo; i post pubblicati sui siti dedicati al Premio Nobel; le pubblicazioni di e su Quasimodo.
Il canale è gestito e moderato da chi da anni in Italia e nel mondo si dedica con competenza, passione e professionalità allo studio e alla diffusione dell’opera di Quasimodo. Hanno finora aderito:  l’attore e regista Alessandro Quasimodo;lo studioso quasimodiano Carlangelo Mauro;il Parco letterario “La terra impareggiabile” di Roccalumera; il Museo Casa natale Salvatore Quasimodo di Modica; il Club Amici di Salvatore Quasimodo a Como;il sito dedicato a Salvatore Quasimodo salvatorequasimodo.it
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