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Quasimodo si racconta su RAI5

Questa sera, su RAI5, dalle 21.15 alle 21.45, per il ciclo “L’attimo fuggente”. Storie quasi vere di poeti, è andato in onda il documentario “Con la faccia al Sud”. Salvatore Quasimodo scritto da Fabio Stassi con Achille Corea, per la regia di Massimo Galimberti e Gianluca Sportelli.

Si tratta di un prodotto ben confezionato, pensato, molto probabilmente, per un pubblico di giovani, in cui il poeta di cui si narra la biografia si racconta in prima persona, mischiando i propri versi alla prosa di tutti i giorni.

Il primo appuntamento della serie, dedicato a Salvatore Quasimodo, si è avvalso della voce narrante di Alessandro Quasimodo che ha donato al racconto della vita paterna un tono a metà strada tra il fiabesco e l’ironico.

La narrazione della vita di Quasimodo è andata di pari passo a quella della Sicilia in cui nacque e visse e le immagini a corredo hanno mostrato sia filmati d’archivio, sia riprese originali e sia i  disegni e le animazioni di Chiara Fazi.

Un bel documentario, quello visto questa sera su RAI5, che si spera possa essere mostrato agli studenti delle scuole italiane: sarebbe un buon modo (oltre a quello di leggerne direttamente i versi) per avvicinarsi alla vita e all'opera del Premio Nobel per la Letteratura Salvatore Quasimodo.

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Milano, agosto 1943

Invano cerchi tra la polvere, povera mano, la città è morta. È morta: s’è udito l’ultimo rombo sul cuore del Naviglio. E l’usignolo è caduto dall’antenna, alta sul convento, dove cantava prima del tramonto. Non scavate pozzi nei cortili: i vivi non hanno più sete. Non toccate i morti, così rossi, così gonfi: lasciateli nella terra delle loro case: la città è morta, è morta.


La famiglia di Salvatore Quasimodo

Visualizza la Schedacon i membri della famiglia allargata di Salvatore Quasimodo.

Il poeta e il politico

Il poeta e il politico è il discorso che Salvatore Quasimodo pronunciò a Stoccolma durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Letteratura. Si tratta di un testo ancora di stringente attualità, nonostante risalga al 1959.
Vale la pena riepilogarlo per sommi capi.

L’inizio del discorso è intimamente autobiografico (“La poesia è anche la persona fisica del poeta (...)”), ma non per questo meno universale: ciò che Quasimodo afferma di sé poeta intende dirlo di tutti coloro che per lui sono veri poeti.
Infatti, secondo Quasimodo, si può distinguere tra un poeta e un letterato, perché il primo è un pericolo per il potere (politico e religioso), mentre il secondo viene corteggiato dal potere che da lui vuole ricevere lodi (in forma di odi).
Il poeta nasce solo e (a differenza del letterato che partecipa del potere) cresce solo. La sua solitudine, "mal sopportata dal politico", è già di per sé una poetica. Ciò è ancor più vero quando il poeta muove i primi passi d’artista …