Passa ai contenuti principali

Il falso e vero verde - Scheda



Titolo: Il falso e vero verde. Con un discorso sulla poesia
Editore: Mondadori
Collana: “Lo Specchio”. I poeti del nostro tempo
Anno: 1956
Città: Milano
Pagine: 94
Formato: 13X19
Indice:
IL FALSO E VERO VERDE
  1. Le morte chitarre
  2. Nemica della morte
  3. Il falso e vero verde
  4. In una città lontana
DALLA SICILIA
  1. Che lunga notte
  2. Al di là delle onde delle colline
  3. Vicino a una torre saracena, per il fratello morto
  4. Tempio di Zeus ad Agrigento
QUANDO CADDERO GLI ALBERI E LE MURA
  1. Laude (29 aprile 1945)
  2. Ai quindici di piazzale Loreto
  3. Auschwitz
  4. Ai fratelli Cervi, alla loro Italia
EPIGRAMMI
  1. A un poeta nemico
  2. Dalla rete dell'oro
DA SÁNDOR PETÖFI
  1. La puszta d'inverno
DA ADAM MICKIEWICZ
  1. Le mie lacrime
  2. Quando il mio corpo
  3. Aluszta di giorno
  4. Aluszta di notte
DA EZRA POUND
  1. Vana
  2. Motivo
DA E. E. CUMMINGS
  1. 58 - Qui c'è di Effie la piccola
  2. 37 - Quei fanciulli che cantano
  3. 42 - Amore è più oscuro
DA CONRAD C. AIKEN
  1. II - Oh, Alba! Guarda
DISCORSO SULLA POESIA

_____

Note:
  1. Una prima edizione de Il falso e vero verde fu pubblicata in tiratura limitata da Schwarz a Milano nel 1954 con sette litografie a piena pagina di Giacomo Manzù.
  2. L’edizione di Mondadori è aumentata rispetto all’edizione Schwarz.
  3. Nei risvolti di copertina dell’edizione di Mondadori è leggibile una nota di Goffredo Bellonci in cui si sottolinea il passaggio, dopo la Seconda Guerra Mondiale, di Quasimodo dalla «poesia pura»  (ossia l’Ermetismo) a una «poesia nuova» (ossia sociale), sotto l’influsso dei lirici greci.
Immagini



Il falso e vero verde,
edizione Schwarz


Il falso e vero verde,
edizione Mondadori

NB: Ultimo aggiornamento della scheda: 30 gennaio 2013

Il falso e vero verde è disponibile su Amazon

Commenti

Post più letti

Milano, agosto 1943

Invano cerchi tra la polvere, povera mano, la città è morta. È morta: s’è udito l’ultimo rombo sul cuore del Naviglio. E l’usignolo è caduto dall’antenna, alta sul convento, dove cantava prima del tramonto. Non scavate pozzi nei cortili: i vivi non hanno più sete. Non toccate i morti, così rossi, così gonfi: lasciateli nella terra delle loro case: la città è morta, è morta.


La famiglia di Salvatore Quasimodo

Visualizza la Schedacon i membri della famiglia allargata di Salvatore Quasimodo.

Il poeta e il politico

Il poeta e il politico è il discorso che Salvatore Quasimodo pronunciò a Stoccolma durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Letteratura. Si tratta di un testo ancora di stringente attualità, nonostante risalga al 1959.
Vale la pena riepilogarlo per sommi capi.

L’inizio del discorso è intimamente autobiografico (“La poesia è anche la persona fisica del poeta (...)”), ma non per questo meno universale: ciò che Quasimodo afferma di sé poeta intende dirlo di tutti coloro che per lui sono veri poeti.
Infatti, secondo Quasimodo, si può distinguere tra un poeta e un letterato, perché il primo è un pericolo per il potere (politico e religioso), mentre il secondo viene corteggiato dal potere che da lui vuole ricevere lodi (in forma di odi).
Il poeta nasce solo e (a differenza del letterato che partecipa del potere) cresce solo. La sua solitudine, "mal sopportata dal politico", è già di per sé una poetica. Ciò è ancor più vero quando il poeta muove i primi passi d’artista …