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Quasimodo e Modica


La targa errata sulla casa natale
di Quasimodo*

Il rapporto tra Salvatore Quasimodo e Modica, sua città natale, non è stato lineare.
Il poeta nacque a Modica il 20 agosto 1901, ma, divenuto celebre, preferì dichiararsi nativo di Siracusa, città della Magna Grecia e, probabilmente, per tale motivo sentita da Quasimodo più vicina al proprio mondo poetico.
A non legare il poeta alla città natale, inoltre, va aggiunto il fatto che Quasimodo, per esigenze lavorative del padre, trascorse l’infanzia a Roccalumera, restando perciò maggiormente vicino sentimentalmente a quest’ultima località, piuttosto che a Modica.
Da parte sua, forse offesa (comprensibilmente) dallo sgarbo fatto dal poeta dichiaratosi siracusano, la città di Modica ha faticato a riconoscere il Premio Nobel per la Letteratura come uno dei suoi figli illustri.
A 110 anni dalla nascita, però, pare che, finalmente, la situazione si stia risolvendo.
Un segnale indiretto può venire dall’intitolazione al poeta del ristorante interno al Modica Palace Hotel, inaugurato il 6 agosto scorso alla presenza di Alessandro Quasimodo che vi ha eseguito il recital Da tempo ti devo parole d’amore. Omaggio alla Sicilia.

La targa che ha sostituito quella errata*
Ma la ritrovata sintonia tra Quasimodo e la città (in cui è visitabile la casa natale del poeta) verrà sugellata quando il promesso trasferimento a Modica dell'Archivio permanente sul poeta di proprietà della Regione Sicilia sarà realtà. L’Archivio verrà ospitato al Palazzo della Cultura.

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Fonte: Federica Molè, Un secolo dopo Modica ritrova il suo Quasimodo, "La Repubblica", 20 agosto 2011.
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* Sulla casa natale del poeta, fino al 1996, era stata apposta una targa che erroneamente voleva Quasimodo "Premio Nobel per la poesia" al posto del corretto "Premio Nobel per la Letteratura".
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Milano, agosto 1943

Invano cerchi tra la polvere, povera mano, la città è morta. È morta: s’è udito l’ultimo rombo sul cuore del Naviglio. E l’usignolo è caduto dall’antenna, alta sul convento, dove cantava prima del tramonto. Non scavate pozzi nei cortili: i vivi non hanno più sete. Non toccate i morti, così rossi, così gonfi: lasciateli nella terra delle loro case: la città è morta, è morta.


La famiglia di Salvatore Quasimodo

Visualizza la Schedacon i membri della famiglia allargata di Salvatore Quasimodo.

Alle fronde dei salici

E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
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crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
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oscillavano lievi al triste vento.



Il poeta e il politico

Il poeta e il politico è il discorso che Salvatore Quasimodo pronunciò a Stoccolma durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Letteratura. Si tratta di un testo ancora di stringente attualità, nonostante risalga al 1959.
Vale la pena riepilogarlo per sommi capi.

L’inizio del discorso è intimamente autobiografico (“La poesia è anche la persona fisica del poeta (...)”), ma non per questo meno universale: ciò che Quasimodo afferma di sé poeta intende dirlo di tutti coloro che per lui sono veri poeti.
Infatti, secondo Quasimodo, si può distinguere tra un poeta e un letterato, perché il primo è un pericolo per il potere (politico e religioso), mentre il secondo viene corteggiato dal potere che da lui vuole ricevere lodi (in forma di odi).
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Giorno dopo giorno - Scheda

Titolo: Giorno dopo giorno Editore: Mondadori Collana: I poeti dello “Specchio” Anno: 1947 (febbraio) Città: Milano Introduzione: Carlo Bo Pagine: 68 Formato: 13X19 Indice: Alle fronde dei salici Lettera 19 gennaio 1944 Neve Giorno dopo giorno Forse il cuore La notte d’inverno Milano, agosto 1943 La muraglia O miei dolci animali Scritto forse su una tomba A me pellegrino Dalla rocca di Bergamo alta Presso l'Adda S’ode ancora il mare Elegia Di un altro Lazzaro Il traghetto Il tuo piede silenzioso Uomo del mio tempo