L'ultimo saluto a Salvatore Quasimodo

Come è noto il 14 giugno 1968 Salvatore Quasimodo fu colto da emorragia cerebrale ad Amalfi e, poche ore dopo, morì a Napoli dove era stato trasportato, con mezzi di fortuna, nel disperato tentativo di salvargli la vita.

La salma fu poi traslata a Milano e il feretro fu esposto al Famedio del Cimitero Monumentale.
E fu proprio da qui che, il 17 giugno, prese avvio il corteo funebre che, come avviene ogni volta che muore un personaggio illustre, fu seguito da diversi giornalisti che ne scrissero per le loro testate.
Leggendo la rassegna stampa è possibile farsi un’idea abbastanza precisa di come si svolsero le esequie e di chi era presente all'ultimo saluto.

Il funerale

Come detto, la cerimonia funebre prese avvio all'interno della camera ardente allestita nel Famedio del Cimitero Monumentale di Milano.
Qui la salma fu benedetta da monsignor Giovanni Rho e, prima che il corteo si avviasse verso la basilica di San Simpliciano, l’allora sindaco di Milano Aldo Aniasi fece un breve discorso nel quale ricordò, tra le altre cose, come l’Amministrazione comunale, nel 1961, avesse assegnato a Quasimodo la medaglia d’oro di benemerenza civica.

Dopo il discorso commemorativo del sindaco, prese avvio il corteo funebre che fece tappa in corso Garibaldi n. 16 dove il poeta aveva il suo studio.
Il feretro fu adagiato nell'androne del palazzo dove monsignor Rho recitò la preghiera dei defunti e Carlo Bo tenne la sua orazione funebre nella quale disse, tra l’altro, che Quasimodo era stato un modello, non solo dal punto di vista poetico, ma anche per le sue virtù d’uomo, le sue scelte di campo e il suo amore per la Libertà.

Terminata l’orazione funebre, il corteo entrò nella basilica di San Simpliciano dove fu officiato il rito funebre. 
Sul portale della basilica si poteva leggere un cartello con la scritta «Doni il Signore il riposo eterno all'anima del suo fedele Salvatore Quasimodo Premio Nobel per la Letteratura e per la sua misericordia lo accolga nella gloria dei suoi Santi».
Concluso il rito funebre, prese la parola Giancarlo Vigorelli per l’ultimo ricordo di Quasimodo e, infine, la salma fu trasportata al Cimitero Monumentale. 

I presenti

Oltre alla gente comune e ai familiari, furono molti i personaggi pubblici e di rilievo che parteciparono all'ultimo saluto a Salvatore Quasimodo e i giornali riportarono i nomi di molti di loro.

I familiari
La vedova Maria Cumani; i figli Orietta e Alessandro Quasimodo; la sorella del poeta Rosa Quasimodo (già moglie di Elio Vittorini e, poi, del giornalista Nicolò Samarelli) e il fratello Ettore Quasimodo.

I politici
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Angelo Salizzoni che partecipava a nome del Governo; il prefetto di Milano Libero Mazza; il già citato sindaco di Milano Aldo Aniasi; gli onorevoli Giovanni Brambilla; Mario Venanzi; Davide Ulisse Lajolo; Alda Valeria Ruhl Bonazzola; Bettino Craxi, Luigi Longo e Antonio Greppi (già sindaco di Milano).

Gli esponenti della società civile e del mondo culturale
Il direttore de “l’Unità” Elio Quercioli; lo scrittore Piero Chiara (che era presente ad Amalfi e prestò i primi soccorsi a Quasimodo); i poeti Vittorio Sereni e Franco Fortini; lo scultore Francesco Messina; il già citato Rettore dell’Università di Urbino e saggista Carlo Bo; il già citato critico letterario Giancarlo Vigorelli; il fondatore del Piccolo Teatro di Milano Paolo Grassi; il critico d’arte Raffaele De Grada; lo scrittore Giansiro Ferrata; l’editore Valentino Bompiani; i giornalisti e scrittori Domenico Porzio e Arturo Tofanelli; il pittore Remo Brindisi.

Tra le corone di fiori pervenute, c’erano anche quella del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat e del Presidente del Consiglio Aldo Moro.

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Fonti consultate

  • Anonimo, I funerali di Quasimodo, in “Corriere della Sera”, 18 giugno 1968.
  • Anonimo, L’estremo saluto di Milano a Quasimodo, in “l’Unità”, 18 giugno 1968.
  • Anonimo, L’omaggio di Milano al poeta Quasimodo, in “Il Popolo”, 18 giugno 1968.
  • Anonimo, L’estremo saluto a Quasimodo, in “L’Avanti!”, 18 giugno 1968.
  • Anonimo, Tumulata nel Famedio la salma di Quasimodo, in “Paese Sera”, 19 giugno 1968.
  • Piero Chiara, Addio a Quasimodo, in “Corriere d’Informazione”, 20 giugno 1968.
  • G.T., Commosso saluto di Milano alle spoglie di Quasimodo, in “La Stampa”, 18 giugno 1968.