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La IX edizione del Concorso letterario Salvatore Quasimodo


Ieri pomeriggio a Palazzago sono stati premiati i vincitori della IX edizione del Concorso letterario Salvatore Quasimodo indetto dall'Associazione Culturale Salvatore Quasimodo della cittadina bergamasca.
La manifestazione è stata introdotta dal Presidente dell’Associazione Roberto Pogna che ha ricordato che al Premio si erano iscritti 305 partecipanti da tutta Italia. Ha anche annunciato che l’Associazione ha intenzione di realizzare una pubblicazione antologica nella quale saranno pubblicati gli elaborati vincitori.
Il sindaco di Palazzago Michele Jacobelli ha portato il saluto della Giunta e si è detto orgoglioso di poter ospitare la manifestazione.
La cerimonia è entrata, infine, nel vivo con le operazioni di premiazione gestite direttamente dalla giuria presieduta da Alessandro Quasimodo che ha letto le opere dei primi tre classificati per ogni sezione.
Il Premio, infatti, è diviso tra la sezione ragazzi e la sezione adulti e ognuna di loro è suddivisa tra opere poetiche e di narrativa.
Le opere lette al pubblico erano tutte belle e di qualità e ne fa fede il fatto che a ricevere il primo premio della sezione Poesia adulti è stata la poetessa Rita Imperatori il cui valore letterario è noto.
Tra il pubblico c’era anche il poeta Rodolfo Vettorello che, come ha ricordato Alessandro Quasimodo, è risultato vincitore nelle scorse edizioni.

Oltre a Rita Imperatori, hanno vinto il primo premio Silvia Molteni Bello (per la Narrativa adulti); Gloria Invernizzi (per la Narrativa ragazzi) e Lorenzo Corgiat Mecio (per la Poesia ragazzi).

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Milano, agosto 1943

Invano cerchi tra la polvere, povera mano, la città è morta. È morta: s’è udito l’ultimo rombo sul cuore del Naviglio. E l’usignolo è caduto dall’antenna, alta sul convento, dove cantava prima del tramonto. Non scavate pozzi nei cortili: i vivi non hanno più sete. Non toccate i morti, così rossi, così gonfi: lasciateli nella terra delle loro case: la città è morta, è morta.


La famiglia di Salvatore Quasimodo

Visualizza la Schedacon i membri della famiglia allargata di Salvatore Quasimodo.

Il poeta e il politico

Il poeta e il politico è il discorso che Salvatore Quasimodo pronunciò a Stoccolma durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Letteratura. Si tratta di un testo ancora di stringente attualità, nonostante risalga al 1959.
Vale la pena riepilogarlo per sommi capi.

L’inizio del discorso è intimamente autobiografico (“La poesia è anche la persona fisica del poeta (...)”), ma non per questo meno universale: ciò che Quasimodo afferma di sé poeta intende dirlo di tutti coloro che per lui sono veri poeti.
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Alle fronde dei salici

E come potevamo noi cantare
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fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
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crocifisso sul palo del telegrafo?
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anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.



Giorno dopo giorno - Scheda

Titolo: Giorno dopo giorno Editore: Mondadori Collana: I poeti dello “Specchio” Anno: 1947 (febbraio) Città: Milano Introduzione: Carlo Bo Pagine: 68 Formato: 13X19 Indice: Alle fronde dei salici Lettera 19 gennaio 1944 Neve Giorno dopo giorno Forse il cuore La notte d’inverno Milano, agosto 1943 La muraglia O miei dolci animali Scritto forse su una tomba A me pellegrino Dalla rocca di Bergamo alta Presso l'Adda S’ode ancora il mare Elegia Di un altro Lazzaro Il traghetto Il tuo piede silenzioso Uomo del mio tempo